L’alfabeto Braille è lo strumento di comunicazione scritta che ha permesso a milioni di persone ipovedenti di comunicare con la stessa efficacia dei normovedenti.

Il sistema Braille prende il nome dal suo inventore, ma venne creato a partire dalle intuizioni di persone differenti che fornirono le basi per la creazione di un alfabeto basato sul tatto.

Come funziona la scrittura Braille?

Braille: come si traduce

La scrittura Braille si basa sulla combinazione di 6 puntini in uno spazio rettangolare “ideale” della misura approssimativa di un polpastrello di un dito indice, largo 2 mm e alto 3 mm. In questo spazio ideale i puntini a rilievo vengono disposti in maniera codificata per formare tutte le lettere dell’alfabeto. Le prime 10 lettere, cioè dalla A alla J si formano utilizzando i primi quattro punti, mentre le successive dieci lettere, dalla K alla T sono identiche alle prime 10 con un punto in più in posizione 3.

Le lettere U, V, X, Y, Z, sono uguali alle prime cinque lettere dell’alfabeto (quindi dalla A alle E) ma differiscono da esse per un punto in più in posizione 1, 3 e 6. La lettera W non compare nell’alfabeto originale Braille, perché nella prima metà del Settecento, quando il codice venne inventato, la W non era compresa nell’alfabeto francese. Con il tempo furono introdotti anche codifiche per indicare lettere maiuscole, segni di interpunzione, simboli matematici e note musicali.

Difficoltà della scrittura Braille

Se la lettura del Braille risulta abbastanza semplice e si apprende rapidamente grazie alla pratica, la scrittura in Braille è un po’ più complessa, dal momento che il Braille si scrive al contrario, utilizzando un apposito punteruolo sul retro della carta o di un sottile foglio di plastica per ottenere i puntini in rilievo sull’altro lato.

La scrittura per ciechi è quindi molto più complessa di quella utilizzata dalle persone normovedenti e richiede una preparazione non indifferente dal punto di vista pratico. Fortunatamente oggi esistono molti software in grado di tradurre in linguaggio Braille qualsiasi testo in pochissimi istanti.

Traduzione dei testi in Braille

Il primo libro in Braille fu pubblicato nel 1787 in lingua francese e da allora la produzione di testi destinati agli ipovedenti e ai non vedenti non si è mai fermata.

Dal momento che il Braille si fonda sulla perfetta corrispondenza tra le lettere dell’alfabeto latino e le combinazioni di punti che costituiscono le lettere dell’alfabeto Braille, quando bisogna trasformare un testo scritto in un alfabeto comune in un testo scritto in Braille, non si esegue un lavoro di traduzione ma più propriamente uno di traslitterazione, ovvero di semplice sostituzione di caratteri tra un alfabeto e l’altro.

Per quanto riguarda la traduzione dei testi in Braille, essa presenta le stesse sfide di una qualsiasi altra traduzione, dal momento che il Braille può veicolare qualsiasi tipo di testo e di messaggio, esattamente come ogni altro tipo di linguaggio scritto. Qualsiasi traduttore può tradurre un testo in Braille: gli basterà “ricodificare” il testo in un alfabeto che riesca a leggere normalmente e quindi operare la traduzione.

Lascia un commento