La traduzione audiovisiva costituisce un ambito a sé all’interno delle scienze della traduzione. Volendo dare una definizione di traduzione audiovisiva, si direbbe che è quella traduzione necessaria a “trasmettere” da una cultura all’altra contenuti multimediali propri del cinema, della televisione, del teatro e della pubblicità.

I contenuti multimediali sono contenuti complessi, costituiti da diversi media (immagini, suoni, linguaggio verbale), e che necessitano di traduzioni che tengano profondamente in considerazione i riferimenti culturali propri della lingua di arrivo.

Traduzione audiovisiva

Cos’è la traduzione audiovisiva?

La traduzione audiovisiva, o per l’audiovisivo, consiste nel tradurre la parte linguistica dei contenuti multimediali in maniera che il messaggio del contenuto multimediale in questione possa essere facilmente e correttamente recepito anche nella lingua d’arrivo. Si tratta quindi di un tipo di traduzione fortemente geolocalizzato, che non può prescindere da un’ampia conoscenza della cultura e della lingua d’arrivo.

La traduzione audiovisiva trova diverse forme di applicazione specifica, soprattutto nel cinema e nella televisione. Con il diffondersi a livello globale di serie televisive prodotte in moltissimi paesi del mondo, la sottotitolazione è rapidamente diventata una delle principali modalità di applicazione della traduzione audiovisiva.

Il doppiaggio è invece una traduzione multimediale a cui siamo abituati a fruire da più tempo e con ottimi risultati, dal momento che la scuola italiana di doppiaggio è tra le migliori del mondo. La traduzione delle battute degli attori quando la traduzione è destinata al doppiaggio e non alla realizzazione di sottotitoli, è piuttosto complessa, poiché deve tener conto anche del movimento labiale degli attori e del tempo necessario a pronunciare una battuta: dev’essere identico sia nella lingua d’arrivo sia nella lingua di partenza.

Come si trova lavoro nell’ambito della traduzione audiovisiva?

Purtroppo, come capita sempre per le professioni nuove o comunque molto giovani, non esiste attualmente un percorso di formazione ufficiale per diventare traduttori audiovisivi. Di certo è necessaria una laurea in lingue, è necessario avere grande familiarità con gli strumenti tecnologici che sono parte integrante del lavoro del traduttore multimediale, come ad esempio i programmi per creare sottotitoli.

Esistono comunque diversi master in traduzione audiovisiva, alcuni anche di livello europeo, che consentono di approfondire le proprie conoscenze nel settore e di entrare in possesso di tutti gli strumenti necessari a tradurre e localizzare prodotti multimediali. Molti traduttori multimediali muovono i primi passi professionali on line, facendo riferimento a siti web specializzati nella traduzione multimediale o nella produzione di sottotitoli per film, serie e programmi televisivi.

È spesso possibile trascorrere un periodo di apprendistato presso un’agenzia specializzata nella traduzione multimediale professionale e successivamente diventare professionisti autonomi. Non è raro inoltre, soprattutto quando si occupa di tradurre il testo per il doppiaggio, che il traduttore audiovisivo trascorra molto tempo in cabina di doppiaggio, lavorando a strettissimo contatto con attori e doppiatori.