La revisione di un testo tradotto passa attraverso varie fasi di correzione che si eseguono in successione al fine di perfezionare il prodotto finale a tutti i livelli.

In genere c’è sempre un po’ di confusione tra editing, o “cross check” e proofreading: ecco in cosa consistono e quali sono le loro applicazioni specifiche.

Differenze tra editing e proofreading

Editing: la correzione di bozze

L’editing di un testo tradotto viene eseguito solitamente con il testo originale a fronte. Questo consente al traduttore di verificare con estrema puntualità la traduzione, superando facilmente i possibili dubbi su passaggi particolarmente incerti grazie alla guida offerta dal testo in lingua di partenza.

L’obiettivo di questa operazione è ottenere un altissimo livello di fluidità del testo, addirittura come se fosse scritto da una madrelingua.

Si tratta della prima operazione di correzione che si attua su un testo tradotto e, in questa fase, vengono assolutamente trascurati gli errori grammaticali o di battitura.

Quando la traduzione non risulta sbagliata, ma l’editor la ritiene migliorabile, il professionista dell’editing annota le sue osservazioni a margine del testo tradotto, dando così la possibilità all’autore di valutare il suo suggerimento accogliendolo, respingendolo o addirittura procedendo a realizzare una terza versione.

Proofreading: no agli errori di stUmpa

Il proofreading è una correzione più “superficiale” del testo: in questa fase si procede a individuare e correggere errori di distrazione, che possono essere errori di battitura come doppi spazi, maiuscole mancanti, lettere invertite e così via oppure veri e propri errori grammaticali.

In questa seconda fase l’obiettivo è quello di ottenere un testo scevro da imperfezioni, pronto per la pubblicazione o per essere comunque destinato all’uso per cui è stato realizzato.

Come usare efficacemente editing e proofreading

Com’è facile dedurre dal fatto che si tratti di due operazioni completamente diverse, è possibile eseguire l’editing di un testo senza eseguire il proofreading e viceversa, quindi questi servizi hanno costi, tempi e modalità differenti.

Bisogna tener presente però che il proofreading, che potrebbe essere richiesto per una traduzione di cui ci si sente particolarmente sicuri, non sempre è sufficiente a garantire un buon livello generale della traduzione.

D’altro canto, anche il solo check crossing non basta, da solo, a garantire un testo impeccabile e pronto a essere consegnato al mondo.

Per questo motivo è assolutamente consigliabile eseguire sempre entrambi i tipi di revisione, soprattutto se si tratta di testi tradotti destinati alla stampa. Se, infatti, l’errore dovesse essere riscontrato su un testo già pubblicato sul web, una correzione è sempre possibile. Se si dovesse individuare un errore in un testo che è stato stampato decine, centinaia o addirittura migliaia di volte, sarebbe assolutamente impossibile ritirare dal mercato o correggere tutte le stampe scorrette.

Se invece il testo tradotto dovesse essere destinato a una lettura pubblica, si potrebbe pensare che il proofreading non sia necessario: del resto chi si accorgerebbe di una doppia fuori luogo? Si tratta di una leggerezza da non commettere: consegnare a un lettore un testo con errori di battitura moltiplicherà le possibilità di commettere errori di dizione.

In conclusione, è meglio richiedere l’editing o il proofreading? La risposta a questa domanda è solo una: meglio non scegliere ed eseguire sempre entrambi.

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