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Tutte le differenze tra interpretariato e traduzione

L’interpretariato è un particolare tipo di traduzione che si effettua oralmente e all’impronta. Differentemente dal traduttore, che lavora su un testo scritto e ha molto tempo per rendere perfetto il testo tradotto, un interprete ha pochissimo tempo a disposizione, dal momento che deve assicurare una traduzione in tempo reale, che permetta a interlocutori stranieri di comprendersi reciprocamente.

Quali sono le difficoltà di entrambi i servizi? Ecco qualche spunto per chiarirsi le idee.

Le differenze tra interprete e traduttore

traduzione e interpretariato: differenze

Un traduttore è un professionista che lavora su testi scritti, opportunamente divisi in cartelle, e che ottiene un certo compenso per ogni cartella tradotta. Il traduttore professionista ha il dovere di assicurare al proprio cliente una traduzione perfetta sotto tutti i punti di vista, da quello terminologico a quello stilistico (quando possibile).

Per facilitare il proprio lavoro e migliorarne la qualità generale, un traduttore può affidarsi a software di traduzione automatica oppure a sistemi che permettano di compilare glossari informatici molto precisi, utilissimi quando si traducono testi molto tecnici e molto lunghi in cui vengono utilizzati termini che vanno necessariamente tradotti con un termine esatto in lingua italiana.

Differentemente dal traduttore, un interprete può fare affidamento soltanto su se stesso e sulla propria esperienza mentre lavora, dal momento che non avrebbe né modo né tempo di utilizzare strumenti informatici durante la sua prestazione.

Traduzione Vs Interpretazione

Più un traduttore è preciso e accurato nello svolgere il suo lavoro, migliori saranno le sue quotazioni sul mercato. Un interprete, invece, dovrà affinare abilità professionali completamente differenti rispetto a quelle del traduttore, come ad esempio la capacità di improvvisare.

Il fine ultimo di un interprete è infatti quello di permettere una comunicazione efficace tra due interlocutori oppure tra un oratore e il suo pubblico. Per quanto un interprete possa essere preparato, professionale e capace, può capitare di trovarsi davanti a espressioni o termini che non si è in grado di tradurre alla lettera. Non potendo fermarsi per consultare un dizionario o per riflettere su quale sia il modo migliore per risolvere il problema, un interprete professionista dovrà trovare il modo di far passare comunque il messaggio nella miglior maniera possibile, magari attraverso circonlocuzioni o altre alternative linguistiche.

Esiste la figura del traduttore interprete?

Nulla impedisce a un traduttore professionista di cimentarsi anche nell’interpretariato o a un interprete di dedicarsi alla traduzione di un testo scritto.

Le abilità e le conoscenze su cui si basano entrambe le professioni sono infatti molto simili: alla base c’è un’ottima conoscenza della lingua di partenza e di quella di arrivo, inoltre entrambi traducono principalmente in passiva, cioè eseguono la traduzione da una lingua straniera alla loro lingua madre.

A questo proposito è bene specificare che in alcune circostanze, come ad esempio la trattativa commerciale, un interprete professionista specializzato in questo settore è in grado di passare da una lingua all’altra senza troppi problemi, lavorando quindi sia in traduzione attiva sia in traduzione passiva.

Si può concludere affermando che un traduttore può essere un buon interprete e un interprete può essere un buon traduttore, ma le diversità tra le due prestazioni sono così profonde che è sempre meglio rivolgersi a professionisti specializzati per entrambi i servizi.

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