L’epoca in cui stiamo vivendo è caratterizzata da un imponente sviluppo scientifico e tecnologico, che ha comportato profondissimi quanto rapidi cambiamenti nella nostra società.

Nonostante questo, convinzioni antiscientifiche come la sfiducia nei vaccini e il credere che la Terra sia piatta hanno conosciuto un vero e proprio boom negli ultimi anni. Com’è possibile?

La risposta è semplice: la divulgazione scientifica che viene messa in pratica oggi non è sufficiente e dev’essere necessariamente migliorata.

divulgazione scientifica

Cos’è davvero la divulgazione scientifica e qual è la sua funzione?

La divulgazione scientifica consiste nel riuscire a comunicare concetti e nozioni scientifiche a un pubblico che non possiede un’elevata istruzione accademica.

L’obiettivo è far uscire le informazioni scientifiche dagli ambienti in cui operano esclusivamente gli addetti ai lavori, cambiando quindi la percezione e in qualche modo la mentalità dell’opinione pubblica, allontanando superstizioni, credenze false o semplicemente errate.

Si può dire che la divulgazione scientifica sia una sorta di ponte tra il mondo scientifico o accademico e il mondo reale e che abbia il compito di “traghettare” informazioni corrette da una piccola minoranza a un’ampia maggioranza di persone.

Come si fa divulgazione scientifica?

Naturalmente questo processo è possibile soltanto attraverso un processo di semplificazione delle nozioni e può essere condotto a termine solo con un linguaggio semplice, diretto e dalla grande forza comunicativa.

La divulgazione scientifica, infatti, si serve molto spesso di ogni escamotage e di ogni tecnica comunicativa possibile: video, grafici, immagini e testi accattivanti sono le armi migliori di ogni buon divulgatore.

Naturalmente i canali social, che ormai raggiungono la stragrande maggioranza della popolazione mondiale, sono diventati il nuovo, importantissimo mezzo di divulgazione scientifica. Attraverso i social, e non più solo attraverso la televisione, i nuovi divulgatori sono in grado di parlare direttamente a un pubblico interessato a determinate tematiche con la possibilità di allargare sempre più la loro platea grazie al passaparola e all’altissima reperibilità e riproducibilità dei contenuti caricati online.

È proprio attraverso il passaparola, infatti, che si sono creati veri e propri fenomeni di divulgazione scientifica come Barbascura X (youtuber che tratta in chiave ironica di biologia e scienze naturali) o come Alessandro Barbero (professore di storia medievale per l’Università di Torino, famoso per le sue seguitissime, lunghissime e appassionanti conferenze sui più disparati temi della storia mondiale).

La viralità dei contenuti prodotti dai divulgatori scientifici che si servono della rete come principale mezzo di comunicazione aumenta in maniera esponenziale la loro capacità divulgativa. Il risultato? Milioni di visualizzazioni, migliaia di commenti, la nascita di nuovi “appassionati di cultura” potenzialmente in tutto il mondo.

Proprio a questo punto entra in gioco una questione estremamente importante per la divulgazione scientifica: come si può raggiungere un pubblico internazionale? Semplicemente attraverso una buona traduzione di testi e dialoghi.

Questo tipo di lavoro rientra a tutti gli effetti nelle traduzioni scientifiche e dev’essere eseguito con il massimo rigore possibile proprio per mantenere anche nella lingua d’arrivo l’esattezza tecnica e l’efficacia comunicativa del testo in lingua originale.

La divulgazione scientifica in inglese, per esempio, è in grado di raggiungere platee enormi di uditori, ma anche la traduzione in lingue meno diffuse contribuisce in maniera significativa alla circolazione di materiale divulgativo.

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