Il web è a tutti gli effetti un mondo parallelo a quello reale, che nel corso degli anni ha sviluppato un proprio linguaggio settoriale e un proprio codice di comportamento (che ha preso il nome di netiquette).

Utilizzare il web tutti i giorni non significa necessariamente avere dimestichezza con il linguaggio di internet. Al contrario, è assolutamente possibile che utenti “normali” della rete sappiano cosa sia un desktop e un account, ma non abbiano la minima idea di cosa significhi WYSIWYG.

La stragrande maggioranza dei termini utilizzati in ambito informatico è in lingua inglese, che si è imposta come lingua per eccellenza dell’informatica occidentale, ma anche chi mastica tranquillamente l’inglese conversazionale ha qualche difficoltà con una terminologia così tecnica come quella del web.

linguaggio del web

Dal CMS al WYSIWYG: le parole tipiche del linguaggio di internet

Chi si occupa di digital marketing (cioè di promozione commerciale e di vendita attraverso il web) sa perfettamente cos’è un lead: si tratta di un utente che ha mostrato un interesse concreto nei confronti di un prodotto o di un servizio. Un lead si trasforma in prospect quando ha dimostrato di voler procedere a un vero e proprio acquisto anche se non lo ha ancora fatto. Per invogliare il prospect a eseguire effettivamente l’acquisto si tende a fare un lavoro di remarketing, cioè a proporgli sui social o via mail offerte o reminder in merito al prodotto a cui era interessato.

Al giorno d’oggi tutti sappiamo che cos’è un social network mentre abbiamo spesso ancora qualche dubbio su cosa sia un server e perché, nel momento in cui “casca” rileviamo problemi nella visualizzazione di un sito internet e, ovviamente, anche di un social: il server è il componente informatico che riceve, elabora e restituisce dati e informazioni ai client, cioè ad altri componenti ad esso associati in rete. Se il server o i client non funzionano a dovere, non siamo in grado di ricevere correttamente le informazioni dalla rete.

Chi scrive per il web lavora ogni giorno sul CMS, cioè sul Content Manager System, ovvero l’interfaccia che consente di comporre, caricare e pubblicare su un sito articoli, fotografie, video, link eccetera. Spesso i CMS permettono di avere anteprime di quello che si pubblicherà, in un’ottica chiamata WYSIWYG cioè “what you see is what you get”, “quello che vedi è quello che ottieni”.

I professionisti della scrittura per il web sanno anche che scrivere contenuti in ottica SEO è fondamentale per essere primi sui motori di ricerca. SEO vuol dire Search Engine Optimization, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca. A tal proposito uno Spider è un programma che naviga sulla rete al fine di valutare l’ottimizzazione dei contenuti di tutti i siti web del mondo, dare un “voto” alla loro ottimizzazione e proporli al visitatore dal migliore al peggiore.

Come si traduce la lingua del web?

Quando si traducono testi tecnici o siti web specializzati che utilizzano ampiamente le parole tipiche di internet ci si trova di fronte a un dilemma non sempre facile da sciogliere. Come già accennato il linguaggio di internet è internazionale: nel corso di una traduzione molto spesso parole ed espressioni tecniche vanno lasciate in inglese poiché con grande probabilità saranno presenti senza variazioni anche nel linguaggio tecnico della lingua di arrivo.

Tradurre la lingua del web significa quindi semplicemente non tradurre le parole fondamentali? Non è così semplice: il linguaggio di internet, al pari di tutti gli altri linguaggi tecnici, può variare enormemente da una lingua all’altra, soprattutto se si tratta di lingue molto distanti tra loro come il russo e il coreano. Si tratta di una sfida impegnativa per tutti i professionisti della traduzione.

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