La traduzione poetica ha suscitato nel corso dei secoli innumerevoli correnti di pensiero in merito a come tradurre poesie. L’obiettivo di tutti i traduttori di opere in versi è il restituire il più fedelmente possibile l’intento dell’autore originale, il senso profondo dell’opera e la sua unicità stilistica. Si tratta di un’impresa quasi impossibile, per realizzare la quale sono stati tentati approcci estremamente differenti tra loro, ognuno dei quali ha prodotto traduzioni memorabili e altrettanto memorabili disastri. Ma perché tradurre poesie è così difficile? Ci sono tecniche più efficaci di altre?

Chi dovrebbe tradurre poesia?

Come tradurre una poesia

Uno dei punti sui quali gli studiosi e i traduttori si sono battuti per moltissimo tempo è quello della figura del traduttore di poesia. Secondo una scuola piuttosto antica, che nacque e prosperò in Inghilterra durante il Romanticismo, solo un poeta può tradurre poesia.

I sostenitori di questo approccio affermavano che soltanto un poeta possiede tutti gli strumenti culturali e tecnici necessari a comprendere profondamente il testo originale ed effettuare una buona traduzione poetica nella propria lingua madre.

Per quanto questo possa essere in parte vero, succede fin troppo spesso che la voce del poeta-traduttore si sovrapponga in maniera soffocante alla voce del poeta-autore, arrivando a modificare eccessivamente il senso originario dell’opera con innesti derivati dalla propria sensibilità e dal proprio stile poetico. Si parla, in questo caso, di traduttore traditore.

Quando a tradurre poesia non sono poeti

Oggi gran parte delle traduzioni poetiche vengono realizzate da traduttori professionisti che non sono poeti di mestiere. Costoro possono scegliere due tipi di approccio: la cosiddetta traduzione di servizio e la traduzione fedele all’originale.

La traduzione di servizio mira esclusivamente a rendere nella lingua di arrivo il senso letterale del componimento poetico, senza tentare di riproporre anche le sue connotazioni ritmiche e stilistiche. Si tratta di traduzioni poetiche che in realtà di poetico hanno molto poco: si potrebbe parlare più correttamente di traduzioni di poesia.

La traduzione fedele all’originale tenta invece disperatamente di mediare tra la traduzione di un poeta e quella di servizio. L’obiettivo fondamentale di chi è chiamato a tradurre poesia in questo modo è quello di restituire con una buona approssimazione sia il senso letterale e metaforico del testo sia le sue caratteristiche strettamente letterarie, come la lunghezza del verso e la struttura delle rime.

Il traduttore che approccia alla traduzione poetica in questo modo pone a se stesso un limite che il traduttore poeta non considera nemmeno: il traduttore professionista, specializzato in traduzione poetica, tenta di mantenere le proprie esperienze e la propria sensibilità il più lontano possibile dalla propria traduzione, ponendosi in maniera neutrale rispetto al testo, tentando di far emergere esclusivamente il punto di vista e la sensibilità dell’autore originale.

Poesia e traduzione: non solo Shakespeare

Quando un italiano pensa alla traduzione di poesia si riferisce, con ogni probabilità, alla traduzione in italiano di poesia straniera. Un esempio classico è la traduzione poetica di Shakespeare, che curiosamente ha avuto il suo massimo esperto in un traduttore non professionista, Goffredo Raponi.

Raponi ebbe una formazione accademica da giurista ma si appassionò di traduzione dall’inglese trasformandosi in breve tempo in un punto di riferimento assoluto per la traduzione italiana di Shakespeare. Del resto, però, la traduzione di poesia in inglese è comune esattamente come la traduzione in italiano di opere poetiche inglesi. La traduzione delle opere di Eugenio Montale in inglese, è presente in rete con un sito interamente dedicato alle principali opere del poeta.

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