Lo studio accademico di una lingua è un passo essenziale per diventare un traduttore professionista. La scelta della lingua o delle lingue da studiare però dev’essere eseguita prestando la massima attenzione e facendosi diverse domande.

I motivi per scegliere una lingua piuttosto che un’altra sono relativi principalmente alla frequenza del suo utilizzo per motivi politici, commerciali o turistici nel paese in cui opera il traduttore, ma bisogna tener presente anche altri fattori come, ad esempio, la “vicinanza” che il traduttore sente nei confronti di quella lingua. Scegliere una lingua utilizzatissima ma che si odia dal più profondo del cuore non sarà una scelta saggia, soprattutto sul lungo periodo.

Lingue futuroQuali sono le lingue del futuro?

Nell’ambito della traduzione professionale in Italia sopravvive ancora il pregiudizio secondo cui l’inglese sia la lingua più richiesta in assoluto e, quindi, assolutamente indispensabile per un traduttore professionista. Nonostante il fatto che l’inglese sia ancora una delle lingue più importanti del mondo, sullo scenario internazionale si stanno affacciando moltissime altre lingue con un enorme potenziale dal punto di vista commerciale, economico e turistico.

Attualmente le lingue più richieste in Italia (senza considerare l’inglese) sono: il francese, il tedesco, il cinese, lo spagnolo, il russo, l’arabo, il giapponese e il portoghese brasiliano. Il tedesco è la lingua con un maggior numero di parlanti nativi in Europa. È inoltre la lingua di una delle economie più forti d’Europa, con la quale l’Italia intesse da anni un fittissimo rapporto di import/export.

Il francese è una delle lingue più vicine all’italiano insieme allo spagnolo sia per origine linguistica sia per prossimità geografica. A parte i solidi rapporti commerciali esistenti tra la Francia e il nostro paese, è necessario tener presente che solo 1 francese su 5 conosce l’inglese, pertanto nella maggior parte dei casi non si potrà fare nemmeno affidamento sulla lingua franca per eccellenza per curare la comunicazione con partner francesi.

Il cinese, l’arabo e il russo sono lingue molto distanti dalla nostra e pertanto più ostiche di altre per quanto riguarda l’apprendimento. I motivi per cui vanno considerate assolutamente lingue da studiare per il futuro è che sono lingue di paesi che stanno conoscendo un enorme sviluppo economico negli ultimi decenni. Sono inoltre lingue parlate da miliardi di persone. Cinese e arabo sono infatti rispettivamente la prima e la terza lingua al mondo per numero di parlanti nativi.

I traduttori che sognano di lavorare in Italia specializzandosi nel settore turistico dovrebbero tenere in seria considerazione il giapponese, dal momento che sono ben 1,5 milioni i turisti che in media arrivano ogni anno dal Sol Levante al nostro Paese.

Il portoghese è infine la sesta lingua nativa più parlata del mondo e, come ci si poteva aspettare, solo 5 persone su 100 parlano, oltre al portoghese, anche l’inglese. Del resto, le cose vanno solo un po’ meglio con lo spagnolo. Quinta lingua più parlata del mondo, parlata in ben 44 diversi Paesi, anche lo spagnolo non va affatto d’accordo con l’inglese: poco meno di 12 persone native di lingua spagnola su 100 capiscono l’inglese.