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Lingue a rischio estinzione: ecco quali sono

Mentre alcune lingue acquisiscono continuamente nuovi parlanti, altre sembrano inevitabilmente destinate all’oblio. Si tratta nella maggior parte dei casi di lingue antichissime parlate da comunità molto piccole e isolate, i cui abitanti diminuiscono progressivamente di numero o vanno dimenticando le antiche tradizioni culturali del proprio popolo.

Ecco un elenco di tesori linguistici che prima o poi cesseranno di esistere.

Livonian

Le lingue a rischio di estinzione

Si tratta di una lingua parlata in Lettonia da appena una ventina di persone. Il motivo della scomparsa di questa lingua sta nel fatto che non esiste alcun sistema scolastico impegnato nel suo insegnamento, non esiste una letteratura e ormai gli anziani non la insegnano più ai propri discendenti.

Nganasan

Ancora una lingua dell’estremo Nord del mondo: il Nganasan è una lingua uralica parlata da circa 800 persone nella zona più settentrionale della Russia e in Siberia. Le nuove generazioni, nate e cresciute in grandi città dove ormai si parla esclusivamente il russo, hanno completamente dimenticato questa lingua, che sopravvive ormai solo in chi ha vissuto nei villaggi completamente circondati dalla tundra.

Guugu

Questa lingua, parlata da circa 700 persone in Australia è famosa per due particolarità. La prima è di aver dato origine alla parola Kangaroo, cioè canguro; la seconda consiste nel fatto che coloro che parlano Guugu non hanno parole per indicare le direzioni rispetto al corpo dell’individuo: avanti, indietro, destra e sinistra si indicano con i punti cardinali.

Apinayé

Questa lingua è l’antico idioma dello stato di Tocantins, in Brasile. Si tratta di una delle antichissime lingue indigene letteralmente spazzate via dalla lingua dei conquistatori portoghesi. Originariamente soltanto agli uomini adulti era concesso di imparare il portoghese per aiutare la tribù negli scambi commerciali con i conquistadores.

Successivamente il portoghese cominciò a essere utilizzato anche nelle antiche comunità e a oggi rimangono meno di 1200 persone a parlare l’Apinayé. I bambini rimangono monolingua per la prima parte della propria vita, in maniera da mantenere il più possibile intatto il loro bagaglio linguistico, e solo successivamente imparano il portoghese.

Okanagan

Un’altra lingua a rischio di estinzione a causa dell’introduzione forzata della lingua dei coloni è l’Okanagan. Questo idioma è originario del Canada ed è stato quasi cancellato dall’utilizzo coatto dall’inglese. Oggi solo 150 persone sanno utilizzarla e tutte vivono in British Columbia. Questa situazione fa dell’Okanagan una delle lingue in estinzione più a rischio del mondo.

Quali sono le lingue scomparse?

A fronte di lingue che allargano sempre di più la loro area di utilizzo e di lingue che invece stanno cedendo terreno senza riuscire a proteggere se stesse dall’estinzione, ci sono lingue che a tutti gli effetti risultano lingue scomparse.

Il Prussiano era la lingua parlata in Prussia Orientale prima che la dominazione russa la sostituisse con la lingua degli invasori. Ufficialmente il Prussiano è scomparso verso la fine del Seicento.

Il Cornico era la lingua originaria della Cornovaglia. L’ultima donna in grado di esprimersi fluentemente in Cornico è morta nel 1777.

Di tanto in tanto le lingue scomparse vengono “rivitalizzate”, ovvero si tenta di educare nuovamente i parlanti al suo utilizzo. Quest’operazione fu tentata con il Cornico, ma non riuscì. L’unico caso di rivitalizzazione positiva di una lingua considerata estinta è quello dell’ebraico israeliano.

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