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La cartella è l’unità di misura utilizzata in editoria per misurare la lunghezza dei testi. Differentemente da quanto si pensa spesso, una cartella non contiene un numero fisso di parole e questo a volte può confondere le idee.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle cartelle editoriali e sul loro utilizzo nella formattazione dei testi.

una cartella quante battute

Cos’è una cartella?

A livello pratico, una cartella è un foglio dattiloscritto che contiene sempre un certo numero di battute.

Con questo termine si intende ogni carattere e ogni spazio che serve a comporre il testo riportato sul foglio.

Si chiama in questo modo perché caratteri e spazi vengono impressi sul foglio “battendo” sul tasto di una tastiera (che sia meccanica come quella delle macchine da scrivere o che sia elettronica come quella di un computer non ha importanza).

Cos’è una cartella editoriale standard?

Una cartella editoriale standard è l’unità di misura adottata in uno specifico campo. Non esiste quindi una cartella editoriale standard.

Per fare qualche esempio, la cartella editoriale standard finalizzata all’impaginazione di un testo contiene sempre 1.800 battute divise in 30 righe da 60 battute ognuna.

Per calcolare, quindi, a quanto corrisponde una cartella e mezza si potrà rispondere: 45 righe da 60 battute ognuna.

Una cartella di traduzione standard contiene invece 1.500 battute, mentre una cartella legale standard, utilizzata in ambito legale, ne contiene solo 1.375.

Come si può intuire facilmente, se le battute rimangono in numero fisso, il numero di parole compreso in una cartella può variare.

Questo dipende dalla lunghezza delle parole: in una cartella che contiene molte parole lunghe saranno contenute meno parole rispetto a un’altra cartella in cui sono state utilizzate parole più brevi.

In linea molto generale, considerando che l’italiano ha una media di 6 lettere a parola, indicativamente una cartella editoriale da 1800 battute scritta in italiano contiene 250 parole.

Come conteggiare le battute di una cartella

I moderni software di scrittura sono sempre in grado di conteggiare le battute contenute in un documento o in un singolo foglio, ma non le indicano con questa terminologia. Il diffusissimo Word, per esempio, calcola i “caratteri, spazi inclusi”, che corrispondono alle battute.

Il conteggio “caratteri, spazi esclusi” conteggerà invece tutti i caratteri al di fuori degli spazi, quindi anche i segni di interpunzione come punti, virgole e punti di domanda.

Perché le traduzioni si conteggiano a cartella?

Le traduzioni vengono conteggiate dividendo in cartelle il testo originale oppure il testo tradotto. Nella maggior parte dei casi si tiene in considerazione la lunghezza del testo tradotto, perché è quello che il traduttore ha scritto manualmente, digitando ogni battuta sulla tastiera.

Quali sono i costi a battuta per una traduzione?

Quando bisogna determinare il costo di una traduzione è necessario tenere in considerazione la distanza tra le lingue all’interno della coppia linguistica, all’interno della quale avverrà la traduzione.

In secondo luogo, è necessario valutare la difficoltà del tema trattato nel testo da tradurre: una traduzione specializzata sarà necessariamente più costosa della traduzione di un testo discorsivo.

Una volta determinato il costo a cartella non si dovrà fare altro che dividere tale costo per il numero di caratteri presenti all’interno della cartella in questione (in genere 1500).

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