La traduzione medica appartiene al vastissimo campo della traduzione tecnica ed è uno dei settori più difficili in cui un traduttore possa lavorare. Le difficoltà principali della traduzione medica risiedono naturalmente nell’altissima specificità dei termini utilizzati e nelle profonde differenze terminologiche che esistono tra un paese e l’altro nell’ambito della lingua della medicina.

La traduzione medica è molto richiesta, sia per tradurre testi divulgativi e tecnici (come i foglietti illustrativi dei medicinali) sia per tradurre testi per addetti ai lavori: come si diventa tradurre medico?

Le difficoltà inaspettate della traduzione medica

traduttore medico

Si potrebbe pensare che tradurre i termini scientifici, così precisi e univoci, sia piuttosto semplice per un traduttore: del resto, una volta compilato un glossario molto ricco, la semplice sostituzione corretta di termini dovrebbe risolvere gran parte della mole di testo da tradurre.

Purtroppo, le cose sono molto più complesse di così. La conoscenza della cultura del paese in cui si parla la lingua di partenza potrebbe essere addirittura fondamentale in certi casi. Per fare un esempio tipico, la parola “bi-weekly” (bisettimanale) significa due cose molto differenti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna: nel primo caso una “terapia bisettimanale” dovrà essere somministrata al paziente una volta ogni due settimane, nel secondo caso due volte a settimana.

Un altro elemento da tenere ben presente quando si lavora a una traduzione medica è che la formulazione dei farmaci è diversa da nazione a nazione. In alcuni paesi la quantità di principio attivo presente in una stessa pastiglia o capsula è doppio rispetto allo stesso farmaco, commercializzato con lo stesso nome, in un altro paese. È un’informazione fondamentale da tener presente nel corso di una traduzione, per evitare di incorrere in errori non soltanto gravi dal punto di vista professionale ma anche potenzialmente pericolosi per la salute dei pazienti.

Infine, un traduttore medico dovrà tener presente la differenza di registro che esiste tra una lingua e l’altra nell’ambito del settore medico. Per fare un esempio, la lingua inglese utilizza frasi brevi ed essenziali, mentre nelle pubblicazioni per addetti ai lavori in Italia si preferisce uno stile alto, quasi letterario e di non facilissima comprensione per le persone comuni.

Quale formazione è necessaria per diventare traduttore tecnico scientifico?

Il percorso privilegiato per diventare traduttore tecnico-scientifico è avere alle spalle sia una formazione accademica in ambito linguistico sia una formazione accademica (seppur parziale) in ambito medico. Con alle spalle una preparazione molto solida, un traduttore si cimenterà senza troppi problemi anche nella traduzione di testi per addetti ai lavori, che presentano il grosso problema di dare molte informazioni per scontate e di non dilungarsi eccessivamente nella spiegazione di passaggi considerati ovvi (per un medico).

Possedere gli strumenti per comprendere anche la grossa mole di informazioni non esplicite che sta alle spalle di ogni testo medico sarà di enorme aiuto al lavoro di traduzione. Naturalmente non tutti i traduttori hanno la possibilità di prendere una seconda laurea oltre a quella in lingue: una strategia molto utile per ovviare al problema è seguire corsi universitari specifici, relativi all’argomento del testo di cui si sta trattando. In questo modo si acquisirà dimestichezza con la terminologia specifica del settore.

Una seconda alternativa è quella di affidarsi alla formazione on line, che mette a disposizione moltissimi master di traduzione medica, di diversa durata e approfondimento. Alcuni di essi forniscono anche attestati che sarà possibile citare nel proprio curriculum vitae.

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