La traduzione di documenti stranieri, per esempio l’atto di matrimonio, è un passaggio fondamentale per l’utilizzo di quei documenti al di là dei confini nazionali del Paese in cui sono stati prodotti. La mera traduzione di un documento senza la prassi per la sua legalizzazione non ha alcun tipo di valore e, pertanto, non avrà alcuna utilità al fine della presentazione o della richiesta di documenti in un altro Paese.

Per questo motivo, prima di cominciare la prassi, sarà opportuno informarsi su tutti i passaggi necessari al suo completamento e soprattutto sui tempi burocratici che saranno necessari. Questi possono variare a seconda di vari fattori, come l’efficienza o la saturazione degli uffici pubblici a cui ci si rivolge.

A cosa serve e come si richiede il certificato di matrimonio?

Traduzione del certificato di matrimonio

Il certificato di matrimonio, o atto di matrimonio, serve a provare il luogo e la data del matrimonio avvenuto tra due persone. Inoltre, specifica la scelta del regime patrimoniale che i due sposi hanno fatto al momento dell’unione: si tratta di un dettaglio di fondamentale importanza soprattutto nel momento in cui il matrimonio dovesse finire e fosse necessario avviare le pratiche di divorzio. Il certificato di matrimonio può contenere anche annotazioni particolari come ad esempio i matrimoni precedentemente contratti da uno o da entrambi i coniugi e la cittadinanza straniera di uno o di entrambi i coniugi

Il certificato di matrimonio può essere richiesto dagli sposi nel Comune dove è avvenuto il matrimonio. Se, come spesso capita, gli sposi non risiedono nello stesso Comune, il certificato di matrimonio è stato trascritto anche nel Comune di residenza dell’altro coniuge. Il certificato, quindi, potrà essere richiesto anche in questo secondo Comune.

In genere però non si richiede il rilascio del vero e proprio certificato di matrimonio, ma soltanto del suo estratto per riassunto. Per farlo è necessario recarsi presso gli sportelli dell’Ufficio di Stato Civile di uno dei due comuni presentando una richiesta corredata dalla copia del documento di riconoscimento della persona che sta inoltrando la richiesta. Dal momento della richiesta il certificato di matrimonio dura sei mesi. Se dopo questo periodo di tempo nessun dato riportato nel certificato è variato, i coniugi potranno dichiararlo in fondo al certificato e continuare a utilizzare normalmente il documento.

Traduzione e asseverazione di un certificato di matrimonio

La traduzione del certificato di matrimonio può essere richiesta sia per trascrivere (cioè registrare) in un comune italiano un matrimonio avvenuto all’estero, oppure per sposarsi o divorziare all’estero.

Per tradurre in italiano un certificato di matrimonio estero esso dovrà presentare un timbro di Apostilla valido per l’Italia se il documento originale è stato redatto in uno dei paesi che hanno firmato la Convenzione de L’Aia del 1961). Tra paesi dell’Unione Europea dal 2016 non è più necessario far applicare il timbro di Apostilla sul documento originario.

Una volta ottenuto il certificato bisognerà richiedere la traduzione giurata del documento da presentare al Comune in cui si intende effettuare la trascrizione del certificato di matrimonio. La traduzione giurata viene eseguita da un traduttore professionista che, dopo aver eseguito la traduzione, si recherà in un qualsiasi Tribunale italiano per giurare davanti a un pubblico ufficiale in merito alla conformità della traduzione al documento originario. Dopo aver applicato le marche da bollo e i timbri necessari al procedimento burocratico, la traduzione assume valore legale in Italia e può essere utilizzata per la trascrizione del matrimonio in un qualsiasi comune italiano.

Il costo della traduzione varia a seconda della lunghezza del documento da tradurre (e anche il numero di marche da bollo necessarie varia a seconda del numero di pagine tradotte). Per quanto riguarda i tempi burocratici, i traduttori professionisti sanno che è sempre meglio rivolgersi al tribunale di piccoli centri cittadini per questo genere di pratiche, dal momento che sono meno congestionati rispetto ai tribunali delle grandi città.

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