La traduzione di Harry Potter è diventata nel corso degli anni un vero e proprio simbolo della difficoltà della traduzione letteraria, non solo a causa del successo planetario ottenuto dai libri e dai film della saga, ma soprattutto a causa del fatto che alcuni nomi parlanti sono stati tradotti in maniera diversa da un’edizione all’altra, generando un po’ di confusione nei lettori e spesso moltissime critiche.

Ma perché i traduttori professionisti incaricati del lavoro si sono trovati così in difficoltà?

Harry Potter e la traduzione dei nomi parlanti

Traduzione Harry Potter

A prima vista potrebbe sembrare il titolo di un ennesimo capitolo della saga del mago più famoso della cultura popolare contemporanea, eppure si tratta di un piccolo, grande dramma che ha avuto come protagonisti i diversi traduttori italiani dell’opera di J.K. Rowling.

Le case editrici dei diversi paesi del mondo hanno scelto stili differenti per la traduzione di Harry Potter. In Francia, com’era prevedibile, i traduttori hanno deciso di tradurre tutti i nomi in francese. Al contrario, gli spagnoli hanno deciso di lasciare tutti i nomi in inglese, mentre i traduttori italiani erano partiti da un mix di traduzioni italiane e nomi inglesi che, nel corso del tempo e con l’uscita delle varie edizioni, ha visto abbassarsi la percentuale di nomi tradotti: la più recente traduzione di Harry Potter in italiano ha lasciato inalterati i nomi originali nell’80% dei casi.

Esempio perfetto di un nome che si è preferito lasciare in Inglese è quello di Dolores Umbridge, il cui cognome deriva dall’espressione to take umbridge, cioè inalberarsi. Un nome che è stato egregiamente tradotto in italiano è invece quello del custode di Hogwarts, Argus Gazza. Il cognome originale era Flitch: to flitch significa “rubare di nascosto”, esattamente come farebbe una gazza.

Pecoranera, Harry Potter e Marina Astrologo

La prima traduttrice in assoluto ad aver lavorato per Salani alla traduzione di Harry Potter è stata Marina Astrologo. A lei si deve la prima, difficilissima, traduzione dei nomi delle case di Harry Potter, che si caratterizzano in inglese per essere nomi parlanti, ovvero nomi in grado di descrivere sommariamente le caratteristiche del gruppo di persone che vi fanno parte.

Le scelte stilistiche di Marina Astrologo sono state mantenute anche nelle traduzioni successive, con un’unica grande eccezione: Corvonero. La Astrologo aveva deciso di tradurre il nome della casa Ravenclaw (alla lettera “artiglio di corvo”) con Pecoranera.

Si tratta di un enorme errore di traduzione, dal momento che la parola “pecoranera” oltre a non avere assolutamente nulla a che fare con il nome della casa e nemmeno con il suo stemma (che in realtà è un falco), in italiano ha una valenza negativa molto forte.

Pecoranera per Harry Potter e la sua saga letteraria in Italia è quindi un enorme punto debole. Nelle traduzioni successive si è deciso di lasciar da parte le pecore e rimettere i corvi al loro posto d’onore. Le accuse di incompetenza che sono state dirette contro Marina Astrologo nel corso degli anni sono state moltissime e frequenti. Nessuna di esse ha però tenuto in considerazione le attenuanti che rendono perdonabile il suo “pecoranera”.

La vecchia traduzione di Harry Potter è stata eseguita quando gli ultimi tomi della saga non erano ancora stati pubblicati (nemmeno in lingua originale): al momento di scegliere il nome di Ravenclaw, quindi, la traduttrice non ha potuto far riferimento all’opera nel suo insieme per capire quali fossero le reali caratteristiche dei personaggi della casa.

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