La traduzione letterale è un tipo di traduzione strettamente necessaria in alcuni ambiti. Anche se può apparire estremamente semplice da eseguire, questa attività nasconde qualche insidia. Ecco come si realizza una perfetta traduzione letterale e quando, invece, è meglio optare per una traduzione libera.

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Cosa si intende per “traduzione letterale”

Per “traduzione letterale” (o “alla lettera”) si intende un tipo di traduzione finalizzata a costruire un testo tradotto che sia il più possibile vicino all’originale.

In questo tipo di traduzione si lascia uno spazio minimo o addirittura nullo all’interpretazione da parte del traduttore. Diventa cioè fondamentale replicare ogni aspetto del testo al fine di mantenerne inalterato il senso, il tono di voce e l’obbiettivo comunicativo del contenuto.

Come fare una traduzione letterale?

In questo tipo di traduzione è necessario scegliere tra diverse possibilità proposte dal dizionario e optare per il termine più adatto al contesto.

L’esattezza terminologica, infatti, è alla base di questo tipo di traduzione che, idealmente, tende a sostituire ogni singola parola della lingua di partenza con il termine corrispondente nella lingua di arrivo.

Per ottenere un risultato soddisfacente è fondamentale utilizzare termini consoni all’epoca in cui l’autore originale ha scritto la sua opera e anche fare riferimento a testi precedenti per comprendere meglio il significato di un termine passibile di diverse interpretazioni e quindi di traduzioni diverse.

Traduzione letterale o libera: le differenze

Se per traduzione letterale si intende la “ricostruzione” del testo originale in una lingua differente, la traduzione libera parte da un presupposto completamente diverso.

Quest’ultima mira a restituire l’intento e le suggestioni di un testo, oltre al suo significato strettamente letterale.

Per questo motivo una traduzione libera potrebbe arrivare a distaccarsi anche molto dal testo originale: il traduttore può in questi casi optare per l’utilizzo di espressioni equivalenti nella lingua d’arrivo anche se non restituiscono il significato letterale del testo di partenza.

Un esempio tipico della traduzione dall’inglese è “it’s raining cats and dogs”, espressione che indica un forte rovescio di pioggia. Di certo un traduttore professionista scriverebbe in italiano che “piove a catinelle” piuttosto che optare per una traduzione letterale dall’inglese come “in Italia non piovono cani e gatti”.

Quando utilizzare la traduzione letterale e libera?

La traduzione letterale va utilizzata nelle traduzioni di testi tecnici e scientifici, nei quali è essenziale mantenere un’assoluta corrispondenza terminologica tra testo originale e testo tradotto.

Anche quando si traducono testi di stampo cronachistico si dovrebbe optare per una traduzione letterale, così come in presenza di documenti ufficiali, di testi giuridici, di contratti commerciali, di manuali di istruzioni e così via.

La traduzione libera, invece, è più adatta a un contesto letterario e poetico, dove l’efficacia del messaggio è legata, ad esempio, alla musicalità del testo e alle suggestioni che esso è in grado di suscitare.

Anche la traduzione pubblicitaria e quella commerciale dovrebbe essere libera e non letterale, in maniera che riesca a essere il più persuasiva possibile, rispettando i riferimenti culturali e le specificità della lingua di arrivo.

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