Come si rende leggibile una parola straniera? Cosa stiamo facendo quando scriviamo a margine del libro la corretta pronuncia delle parole straniere? Perché i nomi stranieri si scrivono in molti modi diversi? La risposta a queste domande è una sola: la traslitterazione.

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Traslitterazione: significato

Capire il significato della traslitterazione vuol dire comprendere a fondo uno dei meccanismi fondamentali della comunicazione interlinguistica.

A livello tecnico, la traslitterazione consiste nel sostituire i grafemi di un alfabeto con i grafemi corrispondenti in un altro alfabeto, indipendentemente dalla pronuncia di un grafema in una determinata parola o gruppo di parole.

È fondamentale non confondere la traslitterazione con la trascrizione: in questo secondo caso si tenta di ricreare una corretta pronuncia delle parole straniere, quindi sostituendo le lettere con quelle che indicano il suono più simile nella lingua di arrivo.

La conoscenza delle regole vigenti per la traslitterazione è alla base di un servizio di traduzione per combinazioni linguistiche professionale e di alto livello come quello offerto da Eurotrad.

Traslitterazione: perché è importante

La traslitterazione è fondamentale per riuscire a trasmettere da una lingua all’altra una parte fondamentale di “cultura”, come i nomi propri, i nomi geografici e altri nomi che non possono essere semplicemente tradotti.

Alcuni esempi di traslitterazione

La traslitterazione è il pane quotidiano di coloro che lavorano come traduttori e mediatori culturali, ecco qualche esempio per far comprendere quanto a volte possa essere difficile eseguire una traslitterazione corretta.

Traslitterazione dell’arabo

Gli attuali nomi delle stelle derivano in gran parte dall’arabo. Per esempio, Rigel, la più luminosa stella della costellazione di Orione, in arabo si chiama رجل الجبّار e questo nome viene traslitterato in Rijl ul-Jabbār.

La traslitterazione dell’arabo è così complessa che si è lavorato per decenni alla definizione di un sistema di traslitterazione internazionale univoco. Il più longevo, attualmente in uso seppur con qualche aggiornamento, è il Sistema Beirut Modificato del 1971.

Traslitterazione del greco

Il greco ha caratteri che corrispondono quasi completamente a quelli dell’alfabeto latino, con poche eccezioni. Capita a volte però che la traslitterazione si orienti più verso la trascrizione, come nel caso della parola ἄγγελος, molto frequente nei testi sacri, che si traslittera come ànghelos, poiché la prima di una coppia di γ, che da sola si pronuncia “gh” prende il suono di “n”.

Traslitterazione del russo

I nomi russi, scritti in caratteri cirillici, offrono spesso diverse difficoltà ai traduttori, poiché appaiono traslitterati in modi differenti a seconda del periodo e del luogo in cui sono stati traslitterati. Per esempio, il nome dell’ultimo leader politico dell’Unione Sovietica è Gorbačëv, Gorbachev o Gorbaciov. Un bel problema di uniformità!

Traslitterazione di un marchio aziendale: come si fa?

Il nome di un marchio aziendale può avere o non avere un significato: è il caso, ad esempio, di Shell (conchiglia) o di Coca Cola (che non significa nulla).

Quando si opera la traduzione dei nomi dei marchi, molto spesso conviene utilizzare la parola corrispondente al significato del nome del marchio, a prescindere dalla sua fonetica. Se il nome del marchio non ha significati definiti, invece, è meglio optare per una traslitterazione che sia il più possibile corretta dal punto di vista fonetico, per aiutare i clienti stranieri a familiarizzare con il nome originale del marchio.