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Quali lingue si parlano in Brasile? No, non solo il portoghese!

Quali lingue si parlano in Brasile? No, non solo il portoghese

Chi pensa che in Brasile si parli “solo” il portoghese... beh, non ha tutti i torti. Ma non ha nemmeno tutta la ragione. Sì, è vero: il portoghese è la lingua ufficiale, quella dei telegiornali, delle scuole, della burocrazia e, naturalmente, del famoso “Oi, tudo bem?”. Ma fermarsi qui sarebbe come dire che la feijoada è solo un contorno a base di fagioli.

Riduttivo, no?

Il Brasile è sconfinato: il quinto Paese più grande del mondo per superficie e il primo in Sud America per numero di abitanti, oltre 211 milioni di persone secondo dati 2024. Una terra che ospita un mosaico linguistico affascinante, variegato, e per certi versi sorprendente.

Lo so, sono di parte: anche se vivo in Italia da decenni e ormai mi sento marchigiana, lasciate che vi porti a esplorare la mia terra d’origine con un viaggio attraverso le sue sfumature linguistiche!

Il portoghese brasiliano: una lingua sui generis

Sì, il portoghese è la lingua madre del 98% circa della popolazione brasiliana. Ma non si tratta del “portoghese del Portogallo” copiato e incollato nel Nuovo Mondo. Si tratta un po’ della stessa dinamica della lingua inglese parlata in Regno Unito rispetto a quella americana: pronuncia e termini possono differire anche molto, a volte, ma l’impianto generale e la comprensione sono assicurati.

Il portoghese brasiliano è un universo a sé: suona più musicale, è pieno di vocali aperte, ha un ritmo più “danzante”. E le differenze non si fermano alla pronuncia: parole, espressioni idiomatiche, persino la grammatica, mostrano influssi creativi e contaminazioni uniche. Per esempio, in Portogallo per fare i propri complimenti a qualcuno si dice “dar os parabéns”; in Brasile si è più diretti: “parabenizar”. Il verbo non esisteva? Poco male, lo abbiamo inventato!

Pensate che nel 1990 c’è stato persino un “patto” ufficiale, l’Accordo ortografico siglato a Lisbona, con l’intendo di standardizzare e unificare la lingua portoghese parlata in territori lontani tra loro. Questo non ha comunque impedito ai brasiliani di conservare parte delle proprie peculiarità. 

Altri lingue europee - e non - presenti in Brasile

A sorpresa, la seconda lingua più parlata in Brasile è il tedesco. O meglio, alcune varianti regionali derivate dai flussi migratori del XIX e XX secolo. In certi villaggi del Sud del Paese, può capitare di ordinare un caffè in portoghese e ricevere la risposta in un perfetto dialetto svevo. Nein, non sto scherzando! Certo, si tratta di una minoranza che si attesta intorno all’1,5% della popolazione ma in alcune scuole si insegna ancora il tedesco, e diverse comunità tengono viva la lingua come parte della loro identità culturale. Non è solo memoria storica: è convivenza attiva tra mondi diversi.

Ovviamente, l’inglese è sempre in crescita: in un Paese giovane la cui economia è in rapido sviluppo, l’inglese è la lingua straniera più studiata per ragioni di business. Segue lo spagnolo, anch’esso per ovvie ragioni geografiche e commerciali. 

Una vera curiosità però è il giapponese: San Paolo ospita la più grande comunità giapponese al di fuori del Giappone. Esistono alcune migliaia di brasiliani di origine nipponica. Come dire, quando il sushi incontra la samba, nascono storie bellissime... e pure nuove parole.

Alle origini del Brasile: ben 217 dialetti e lingue indigene

Un tempo, prima dell’arrivo dei portoghesi, il Brasile era un vero e proprio arcipelago linguistico, con metodi di comunicazione diversi per ogni villaggio, ogni tribù, ogni valle. Alcuni si sono persi, ma molti resistono. 

Sono più di 200 le lingue indigene ancora vive oggi nelle aree più interne. Tra le più diffuse ci sono il Nheengatu, Ticuna, il Guarani Kaiowá e il Kaingang. Certo, il numero di parlanti è ridotto ma l’importanza culturale di queste declinazioni linguistiche è immensa.

Comprendere la varietà di lingue presenti in ogni Stato e anche le differenze della stessa lingua parlata in Paesi diversi è fondamentale per chi, come noi di EuroTrad, è un professionista dei servizi linguistici. Contesto culturale e declinazioni territoriali sono la base di una localizzazione davvero efficace.

Andreza Pavani

Luglio 2, 2025

Andreza Pavani

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